LK Communication etc. - Katya Cometta, Lara Palazzo

 

 

A volte quando si sale in montagna, si fa un lungo respiro e si guarda giù, ci si lascia felicemente (...)
Segue dalla Prima (...) travolgere da quel senso di pace che fa superare lo stress, le preoccupazioni, le frustrazioni di una vita complicata. Di cose incredibili da lasciarsi dietro in questo periodo caotico ce ne sono parecchie: se ne leggono di tutti i colori. Mi ha fatta sbellicare la dichiarazione del Presidente del Consiglio regionale Lombardo Cattaneo secondo il quale “la Svizzera è in ritardo” nella realizzazione della sua trasversale alpina. Sto uomo meraviglioso è il rappresentante di una nazione il cui presidente del Consiglio ha rivendicato la costruzione di questo stesso tunnel ritardatario, di un Paese che è fuori tempo massimo di almeno un tre-quattro anni per la Varese-Stabio, di una regione che per qualche chilometro di Pedemontana a Varese c’ha messo vent’anni. Faccia di tolla incredibile, e solo per citare le sparate in materia di trasporti. Il resto è anche peggio, ma tant’è, noi siamo in ritardo. Dev’essere un periodo di sbandamento, comunque, per chi si occupa di trasporti. In casa Ffs, in particolare, stanno superando l’insuperabile grazie a una serie di operazioni che se a qualcuno venisse l’idea di definire “da balivi” non mi sentirei nemmeno tanto di disapprovare. La chiusura dello sportello alla stazione di Giubiasco è vergognoso.

Il testo con la chiacchierata con il defunto sindaco Molo lo è altrettanto. Ma c’è poco da stupirsi. La mancanza di comprensione della realtà ticinese, della sua gente, dei suoi valori da parte del resto della Svizzera è purtroppo un punto fermo dei rapporti fra le ex regie federali, la Confederazione e il nostro Cantone. Il problema sta nel capire che in un territorio di minoranza (territoriale, lingui stica, storica, culturale) la gestione del parapubblico e del pubblico deve prescindere dalla mera redditività. Chiudere l’ufficio postale in centro a Balerna (come decine di altri) è solo uno di questi segni di disimpegno nei confronti del Ticino. Per non parlare dello scempio Rsi: Osi, licenziamenti, canale online e ora pure chiusura de La 2. Eppure manca una reazione organizzata a tutto ciò. È come se fossimo rassegnati. Protesta il Bellinzonese per lo sportello di Giubiasco e per il testo surreale delle Ffs, protesta Balerna per la sua Posta, protestano alcuni gruppetti che promuovono il servizio pubblico per la Rsi, ma il Ticino non riesce ad organizzare qualcosa che non sia solo urlatamente rivendicativo e che non ci trasformi nei questuanti del Sud agli occhi del confederati. E più ci lamentiamo e meno ci ascoltano. Mancano gli intellettuali, gli uomini di cultura, gli statisti che sappiano organizzare il pensiero comune di una regione viva ma rassegnata come la nostra.

Mancano i benpensanti, scriveva il vicedirettore Aldo Bertagni citando Paolo Rumiz, quelli il cui silenzio preoccupa più delle urla di odio. Intanto l’insofferenza cresce e con essa i movimenti che gli danno voce. I Populisti in realtà sono diventati i Popolari e sarà sempre più così se non si riuscirà ad avere un progetto di futuro che vada oltre il dopodomani, se non si recupererà l’autorevolezza che ci siamo un po’ persi per strada. Succede da noi come capita, elettoralmente, altrove. Gli Usa ne sono solo l’ultimo esempio. L’esempio di come la politica e i partiti storici non abbiano saputo cogliere il cambiamento in atto nelle teste degli elettori, dei cittadini scontenti, delusi, irritati. Sembrerebbe che il presidente designato stia inglobando nel suo staff un elemento di spicco del Klu Klux Klan e un creazionista. Razzismo e religione: un connubio schizofrenico a tutti gli effetti. Sinceramente i creazionisti pensavo si fossero estinti. Il fatto che ce ne sia ancora qualcuno vorrà significare che la teoria dell’evoluzione in realtà fa acqua e han ragione loro? Ecco quindi che anche a salire molto in alto e a respirare a pieni polmoni, guardando in basso faccio fatica a dire che “lè tüt a posct”.

 

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